CLASSE: 1924
SERVIZIO MILITARE: 1942 – 1947 (e richiamo nel 1953)
FORZE ARMATE: Wehrmacht, Armata rossa, Esercito popolare di liberazione della Jugoslavia, JNA/JLA
DOVE: URSS, Jugoslavia, Trieste
RUOLO: partigiano, carrista (pilota e capocarro)
Franc Primožič nasce a Pevma/Piuma (GO), nel 1924, ma già all’inizio degli anni Trenta si trasferisce con la famiglia a Kamnik, nel nord della Slovenia.
Nel 1942, a seguito dell’invasione nazifascista della Jugoslavia, che porta la Germania ad annettere la parte settentrionale della Slovenia, viene arruolato nell’esercito tedesco. Dopo tre mesi di addestramento è inviato sul fronte russo, nell’attuale Ucraina; una volta giunto a destinazione, però, diserta assieme ad alcuni compagni per unirsi ai partigiani sovietici.
In veste di partigiano trascorre due inverni alla macchia, ricongiungendosi infine con le truppe sovietiche. Entrato nell’Armata rossa, alla fine dell’estate 1944 viene ammesso a un corso di addestramento per piloti di carri armati da destinare all’Esercito popolare di liberazione della Jugoslavia. Alla conclusione del corso Franc entra a far parte della neocostituita II Brigata corazzata dell’Esercito jugoslavo, inizialmente come pilota e quindi come comandante di carro armato T-34. Con la II Brigata partecipa a numerosi combattimenti e nel maggio 1945 raggiunge Ljulbljana e Trieste.
Trattenuto nell’esercito jugoslavo, dove addestra i piloti di carro, Franc viene smobilitato solo alla fine del 1947. Tornato a Kamnik, conosce la sua futura moglie e si sposa. In seguito alla rottura tra Tito e Stalin del 1948, il suo passato di partigiano sovietico gli causa grossi problemi con gli apparati di sicurezza jugoslavi; ciò non gli impedisce, tuttavia, di essere richiamato in servizio in qualità di riservista durante la crisi di Trieste del 1953, e di essere dislocato vicino alla frontiera con l’Italia.
Nella vita civile lavora per un certo periodo nell’industria tessile, quindi come istruttore di scuola guida. È un grande amante dello sport e della montagna, passioni che lo hanno portato a scalare le principali vette delle Alpi.


